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CONTAMI … (I)N ... AZIONE!

Aggiornato il: 26 ott 2020

Stefania Scagnetti, agosto 2020



2020, anno che sicuramente non dimenticheremo. Un anno che ci ha costretti a cambiare, a ridefinirci, a riorientarci, a ripianificarci e… a trasformarci in qualcos’altro.


La diffusione del COVID-19, che ha messo in ginocchio tutto il mondo, ha segnato e segnerà per sempre questo 2020. Mai come quest’anno si è parlato di contaminazione, con tutti gli aspetti negativi che ha comportato.


Ma, come affermava anche Eraclito nella sua teoria dei contrari, ogni cosa nel mondo viene definita ed esiste grazie al suo opposto: non esiste un aspetto positivo, senza il suo contrario e viceversa.


Dipende da come NOI decidiamo di affrontare la vita.


Ciò non significa sminuire tutte le esperienze negative che viviamo, bensì esattamente il suo opposto: tenerne conto, interiorizzarle, apprenderle, valorizzarle per…trasformarle in qualcos’altro, in qualcosa di buono per noi.


Comunemente ed etimologicamente parlando, il concetto di “contaminazione” si associa a tutto ciò che inquina, infetta, sporca, altera la purezza di un elemento.


Ma è davvero solo questo?


Se leggiamo, ad esempio, la definizione che ci fornisce la Treccani, troveremo anche questo concetto: “In linguistica, incrocio di due forme o di due costrutti, in modo che ne sorga una terza forma o un terzo costrutto”.


E questo cambia tutto.


Fare in modo che nasca una terza forma .....Questo cambia la prospettiva e ci può confermare, ancora una volta, che il punto è come noi decidiamo di vivere le nostre esperienze.


Buono/cattivo, bello/brutto, negativo/positivo, abbiamo sempre dato un nome ad un opposto e io voglio definire un opposto alla contaminazione: ovvero “CONTAMI IN AZIONE!”...

Conta su di ME per agire insieme, affidati a me e trasformiamoci in qualcos’altro.


Ma cosa significa esattamente?


Significa creare sinergie tra persone, contesti e ambiti diversi, che, integrandosi tra loro, danno vita a qualcosa di nuovo. È questo ciò che fa la contaminazione quando viene associata al suo aspetto positivo.


Un esempio di contaminazione ci viene fornito dal mondo del calcio. Pelé, uno storico calciatore brasiliano, utilizzava e adattava nel calcio la cosiddetta “ginga”, una particolare tecnica della capoeira (arte marziale brasiliana), che lo rendeva unico e spettacolare nei suoi movimenti. Spesso era anche difficile da contrastare, tanto che riuscì a portare il Brasile sulla vetta del Mondo nel 1958, facendo ritrovare unità, passione e identità ad un intero Paese.


E cosa possiamo fare noi?


Ad esempio, possiamo imparare un’arte marziale e riportare gli insegnamenti (come la disciplina, il rispetto dell’altro, dei tempi, della concentrazione…) in ogni cosa che facciamo e in ogni contesto in cui siamo coinvolti. O ancora, possiamo imparare un metodo di studio replicabile anche in altri ambiti e che possiamo mettere al servizio degli altri, i quali, a loro volta, potrebbero trasmetterne uno a noi, potenzialmente utile da integrare con il nostro, e così via all’infinito.


Sicuramente non saremo tutti Pelé, ma il bello è proprio questo. Tutti noi possiamo contaminarci e contaminare altri ambiti.


Non importa chi sei, se sei un talento, un fenomeno in qualcosa, o un genio unico al mondo. Ciò che fa la differenza è chi decidi di voler essere, cosa decidi di apprendere e di condividere con gli altri e con il mondo.


Immagine tratta da: https://pixabay.com/it/photos/mani-mondo-mappa-global-terra-600497/

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